La respirazione tattica – Combat Arms n°1 Anno II – Gennaio 2014

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
LA RESPIRAZIONE TATTICA

Lo diceva anche mamma: “ Dai, fai un bel respiro”. Ed intuiva già la soluzione…

di Manuel Spadaccini, Carabiniere in congedo ed Istruttore professionista nel settore del Krav Maga, fondatore e Direttore Tecnico della KMA – Krav Maga Academy.

L’impiego della respirazione tattica è da tempo una strategia consolidata in numerosi reparti operativi per mettere un guinzaglio alle emozioni. Può essere utile anche per separare i ricordi dalle emozioni dopo uno stress da evento critico (vedi Combat Arms n°2).

Per affrontare l’argomento occorrono un paio di premesse scientifiche, guerrieri non storcete il naso. Il nostro corpo è controllato da due diversi sistemi nervosi, quello volontario e quello autonomo. Il primo entra in gioco quando decidiamo un’azione volontaria come ad esempio estrarre l’arma dalla fondina o sferrare un calcio. Il sistema autonomo si occupa invece di tutte le attività automatiche come il battito cardiaco o la respirazione. E’ infatti impossibile innalzare volontariamente con il pensiero il nostro battito cardiaco, esso si innalza solamente se il nostro corpo ne sente l’esigenza, indipendentemente dalla nostra volontà. Anche la respirazione avviene in automatico (pensate semplicemente a quando state dormendo) ma, a differenza del ritmo cardiaco, il controllo della frequenza di respirazione può essere “spostato” ed affidato al controllo cosciente. In pratica, se lo vogliamo, possiamo decidere quando e come respirare. E qui sta il “trucco”. La respirazione è in pratica un collegamento tra i due sistemi nervosi, immaginatela come se fosse l’unica leva di comando che vi permette di agire anche sul sistema autonomo e di conseguenza sul sistema simpatico, che da esso è “gestito”. Ricordiamoci infatti che le reazioni del sistema simpatico sono quelle primordiali, legate alla paura ed alla rabbia. Se qualcosa ci ha messo paura non occorre che prima abbiamo deciso di spaventarci, infatti ci si spaventa e basta, in maniera automatica

L’UTILITÀ DELLA RESPIRAZIONE

Complicato? OK, allora pensiamola semplice: agendo sulla leva della respirazione, mettiamo un freno alla paura ed alla rabbia, riacquistiamo lucidità, ottimizzando così le nostre performance e capacità.

Anche se oggi continuiamo a scoprirne nuovi ambiti di applicazione e vantaggi ma non si tratta di un’innovazione. Da sempre conosciuta come respirazione autogena, viene usata da secoli sia da praticanti di arti marziali, di Yoga e filosofia zen. L’introduzione della respirazione tattica in ambito militare è avvenuta solamente dopo ma con grandiosi risultati sul campo di battaglia.

Gli esempi di applicazione militare sono innumerevoli. Non solo i tiratori scelti apprendono ed applicano il controllo della respirazione, ma anche medici militari chiamati ad intervenire rapidamente sul campo, in situazioni di intenso stress e sotto il piombo pesante, devono saper mantenere la giusta lucidità, così come i membri dei reparti speciali che accumulano tensione ed adrenalina per ore prima di ricevere il via libera per un intervento, oppure un agente colpito che deve rimanere lucido per uscire dal riparo e rispondere al fuoco o più semplicemente deve rimanere calmo per fornire utili indicazioni ai colleghi su quanto appena avvenuto e sulla eventuale fuga del suo assalitore o, ancora, pensate ad un Agente impegnato in un inseguimento in macchina. Come detto, le applicazioni sono davvero numerose.

Nell’ultimo esempio, per darvi un’idea, negli Stati Uniti, durante inseguimenti ad alta velocità viene valutata la tonalità vocale dell’Agente che giunge via radio. Se la sua voce appare acuta, stridula, può essere ritirato dall’azione in quanto dimostra la parziale perdita di controllo e di lucidità divenendo un potenziale pericolo per la propria ed altrui incolumità. Se al contrario la voce giunge calma e controllata, allora l’Agente è lucido ed ancora idoneo all’inseguimento.  Anche qui la respirazione tattica gioca un ruolo fondamentale.

IMPARIAMO A RESPIRARE DA GUERRIERI

Cominciate ad inspirare con il naso contando fino a quattro ed espandendo il vostro addome come un pallone. Tenete il fiato contando altri quattro secondi, poi espellete l’aria dalle labbra, sgonfiando l’addome, sempre contando fino a quattro. Attendete altri quattro secondi prima di ricominciare il ciclo. Ripetete tutto per almeno tre volte e noterete un maggiore senso di lucidità, controllo di voi stessi ed un’inferiore frequenza cardiaca.

Contare quattro secondi è indicativo, scoprite da soli se per voi è meglio contare fino a tre, o magari cinque. Ciò che importa è che troviate la vostra personale formula per abbassare il ritmo cardiaco. Ecco tutto. Semplice ma efficace.

DOMINARE LE EMOZIONI

Ok, leggendo questa rivista siete rilassati e potreste non notare la differenza, ma sappiamo che in situazioni di intenso stress questa formula può avere un effetto straordinario. Abituatevi ad utilizzarla, abituatevi a gestire le vostre emozioni, a mettere un freno a quel battito cardiaco che tanto facilmente va alle stelle. Abituatevi a dominare le vostre emozioni perché il modo migliore per salvare la pelle o più semplicemente per compiere correttamente il proprio dovere è quello di mantenere la calma e trasmetterla agli altri anche nelle situazioni di più grave pericolo, quando tutti intorno perdono la testa. Questa è la peculiarità di un professionista efficacemente preparato.

Manuel Spadaccini è disponibile per qualsiasi domanda o confronto. Contatti sul sito manuelspadaccini.it

Forse potrebbe interessarti anche....

ISCRIVITI ALLA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER E SBLOCCA DEI CONTENUTI ESCLUSIVI SUL TCS

.